martedì 20 marzo 2018

I nostri lavoretti per la FESTA DEL PAPA'

I GUFI-ORARI


I nostri 22 gufetti orari

Per la festa del papà abbiamo realizzato con della stoffa dei bellissimi gufetti disco orario.
Per prima cosa abbiamo disegnato la sagoma del gufetto sulla stoffa, poi l'abbiamo ritagliata e incollata su un cartoncino, in seguito abbiamo disegnato gli occhi e il becco.
Abbiamo usato diversi tipi di stoffa ad esempio: seta, pizzo, tessuto elastico e addirittura del tessuto peloso e morbido. Al centro degli occhi, per fare la pupilla, qualcuno ha usato un pennarello, altri dei pezzi di stoffa scura.
Abbiamo scelto un cuore come freccia che indica l'ora. La maestra Giulia ha assemblato tutto con un ferma campione, aggiungendo anche il disco orario.
Speriamo davvero che ai nostri papà piaccia.
Matilde



ANTONIO: "Io ho deciso di darlo sia al mio papà che al mio nonno perché per me è importante come il mio papà"

SIMONE: "Mio papà ha detto che è bellissimo e che sono stato molto bravo"

MARIA ROSA: "Mio papà ha detto che il gufetto gli assomigliava molto"

MATTIA: " Papà ha detto che è un pensiero molto carino"

FEDERICO: "Papà ha detto che non aveva ancora un disco orario e gli serviva!"

sabato 10 marzo 2018

La nostra ricerca sui Babilonesi


Nel 1790 A.C. un popolo nomade invase la Mesopotamia e scelse come capitale Babilonia, unendo tutto il territorio che era stato conquistato prima dagli altri popoli. Il capo del popolo nomade, Hammurabi, diventò l'unico sovrano. Decisero di chiamarsi Babilonesi perché presero il nome dalla loro capitale Babilonia.
Hammurabi creò il primo grande impero della storia.


LE PORTE DI ISHTAR 

Queste porte erano decorate con tori e draghi (questi ultimi rappresentano il dio Marduk). Le porte conducevano alla via sacra che era l più importante.
A destra della via principale si trovavano il palazzo del re Nabucodonosor che aveva un giardino pensile e la ZIQQURAT.



LA ZIQQURAT


I GIARDINI PENSILI
I giardini pensili furono una delle sette meraviglie del mondo antico ed anche una delle caratteristiche più celebri dell'antica città di Babilonia.
I giardini furono costruiti intorno al 600 A.C., per ordine del re Nabucodonosor, vicino alle rive del fiume Eufrate, a sud dell'attuale Baghdad. Si narra che il re li avesse fatti costruire per la giovane moglie Amiti, la quale soffriva di nostalgia, in modo da creare per lei un ambiente simile a quello del suo paese d'origine: le montagne della Persia. Furono costruiti dentro le mura della città, avevano una struttura a terrazze, l'ultima poteva trovarsi anche a 40 metri di altezza dal suolo. Si estendevano su una base di circa 3.500 metri quadri, ogni terrazza era sostenuta da colonne e pilastri per reggerne il peso. Le mura erano spesse 7 metri.


Di solito le terrazze erano cinque e all'ultimo piano si arrivava attraverso una scala. Le mura erano abbellite con dei disegni.
Nabucodonosor le fece decorare con alberi e piante di ogni specie, portate da tutte le parti del mondo. Nei giardini quasi sicuramente vi erano piante di fichi, melograni, mandorli, noci oltre a fiori e ninfee. La ricchezza vegetativa dei giardini dipendeva anche dall'efficace sistema di irrigazione che usava le acque del fiume Eufrate. Alla base dei giardini c'erano due grandi vasche che accoglievano l'acqua del fiume attraverso tubi sotterranei. C'erano due grandi ruote senza raggiera a cui erano fissati dei vasi d'argilla e che venivano attivate manualmente dagli schiavi; i recipienti, così, si riempivano d'acqua che lasciavano cadere in una vasca al piano superiore, dove avveniva lo stesso procedimento fino a raggiungere il livello più alto. Qui si trovava una cisterna da cui l'acqua poteva facilmente essere distribuita, attraverso tubature a caduta (ruscelli, cascate...), in tutta la superficie dei giardini, per irrigarli ma anche per abbellirli.


Giulia, Alessia

venerdì 2 marzo 2018

I Sumeri

Mesopotamia significa "Terra in mezzo ai due fiumi" Tigri ed Eufrate.
Nel 4000 A.C. nasce il popolo dei sumeri che dura fino al 2500 A.C.
La terra a sud della Mesopotamia si chiama Sumer (che significa "terra coltivata") per questo motivo vennero chiamati sumeri.


I sumeri inventarono molte cose:

  • il mattone rivoluzionò il modo di costruire case perchè era più facile rispetto a levigare e intagliare blocchi di pietra;
  • l'aratro aiutò l'uomo nella coltivazione dei campi, velocizzò e facilitò il lavoro;
  • la ruota rivoluzionò il trasporto di merci e di persone;
  • gli argini servivano a bloccare le acque dei fiumi;
  • rete di canali che servivano per irrigare i campi, anche quelli più lontani
  • la scrittura: con la nascita della scrittura si passò dalla Preistoria alla Storia.

I Sumeri scrivevano su tavolette d'argilla con uno strumento chiamato STILO con la punta a forma di triangolo (cuneo); si passò da una scrittura più semplice chiamata PITTOGRAMMA, all'IDEOGRAMMA, fino ad arrivare alla SCRITTURA CUNEIFORME.
Imparare questa scrittura, composta da moltissimi simboli, era difficilissimo e molto impegnativo, quindi solo alcune persone imparavano: GLI SCRIBI.
Gli scribi erano appartenenti alle famiglie più ricche e solo maschi.

Un giorno con la maestra Micaela siamo diventati scribi: la maestra ha comprato l'argilla e ci ha fatto scrivere sopra.
Un giovedì siamo andati nell'aula di arte divisi in due gruppi. Tutti e due i gruppi hanno scritto su queste tavolette in caratteri cuneiformi. Una volta asciugate sono diventate rigide e molto belle. Poi la maestra Chiara le ha attaccate su un pezzo di legno bianco e noi le abbiamo portate a casa.


Matteo D, Giulia, Martina



mercoledì 7 febbraio 2018

Hockey

Martedì 9 gennaio 2018 nella palestra della nostra scuola primaria "Beppe Fenoglio" è iniziato il corso di mini hockey.
Il nostro allenatore si chiama Andrea.
Durante la prima lezione abbiamo imparato ad impugnare la mazza da hockey...Andrea ne ha portata una a testa! In seguito abbiamo fatto le squadre e attraverso dei giochi abbiamo iniziato a fare alcuni esercizi, ad esempio imparare a portare in giro la pallina con la mazza.
Una volta imparato abbiamo fatto un gioco divertente in cui dovevamo portare avanti la nostra pallina senza farla uscire dalle righe del campo e buttare fuori la pallina degli avversari.
Nelle ultime lezioni abbiamo fatto un torneo con quattro squadre e abbiamo scoperto di essere molto bravi!!!
Gli aspetti positivi di questo sport sono:
- il gioco di squadra;
- imparare ad aiutarsi a vicenda;
- divertirsi senza litigare


I nostri pareri sullo sport:

ANDREA P: questo sport mi è piaciuto anche se alcune volte era un po' noioso
SARA: questo sport mi è piaciuto molto..anche se non riuscivo a giocare molto bene
SOFIA: secondo me questo sport è molto bello
ANTONIO: questo sport per me è un po' noioso







Andrea P, Sara, Sofia, Antonio

domenica 4 febbraio 2018

Tema: Racconto la mia visita alla mostra di Mirò

Giovedì 21 dicembre 2017 sono andata con la mia classe alla mostra "Mirò. Sogno e colore" che si trova presso Palazzo Chiablese a Torino.
Mi ha colpito molto il modo di dipingere di Mirò. Ho capito che aveva il suo stile di dipingere, un po' infantile ma molto fantasioso. Ho imparato anche che gli adulti fanno fatica a capire che cosa ha dipinto perché hanno poca fantasia.
Mentre la guida, di nome Paolo, ci portava da una sala all'altra spiegandoci la storia del pittore, con una pasta modellabile, delle forme di cartone e una tavoletta abbiamo realizzato un quadro anche noi... Alla fine della mostra avevamo creato uno stupendo capolavoro.
Sapevo già che molti quadri di Mirò erano senza titolo, la guida ci ha spiegato che Mirò non metteva quasi mai i nomi ai suoi quadri perché voleva che tutti provassero a pensare e a "tirare fuori" la fantasia. Noi conoscevamo già qualche quadro perché li avevamo realizzati in classe.
Mirò utilizzava materiali diversi per le sue opere tra cui: tele, tavolette di legno, carta unta, carta vetrata e carta lucida. Usava molte tecniche per dipingere: versava la vernice sulla tela, usava le mani, le dita, i piedi e le scarpe.
I quadri di Mirò sembrano cose che non esistono ma in realtà raccontano momenti della sua vita.
Alla fine della mostra siamo andati dentro una sala dove ci siamo sdraiati su un grandissimo pouf e abbiamo visto sul soffitto un filmato sui quadri di Mirò.
Devo dire che è stata un'esperienza molto bella e interessante; consiglierei la mostra di Mirò a chi ama l'arte e a chi vuole ritrovare la fantasia.


Il quadro creato da noi
Matilde e Giulia


mercoledì 31 gennaio 2018

Divertiamoci con Mirò





Quest'anno ci siamo divertiti a realizzare le opere di Mirò, un famoso pittore spagnolo, figlio di un orologiaio.
All'età di 8 anni, Mirò chiese ai suoi genitori se poteva prendere lezioni di disegno poichè da grande voleva diventare un artista; i suoi genitori, però, non erano d'accordo e volevano che lui facesse il contabile. A 18 anni gli venne un esaurimento nervoso e decise di trasferirsi a Parigi, dove conobbe molti artisti tra cui Picasso.
Iniziò così a realizzare le sue opere d'arte, non voleva regole, voleva realizzare i soggetti non simili alla realtà, ma come li vedeva lui.
Amava molto i bambini. Molte delle sue opere sono senza titolo poichè voleva che ogni persona esprimesse la sua opinione davanti ad un suo quadro, senza essere influenzata da quello che leggeva.
Mirò realizzò ANCHE molti lavori con la ceramica: vasi, applicazioni per fontane, grandi murales interamente fatti con la ceramica...

Ci siamo divertiti tanto a realizzare le opere di Mirò!
Abbiamo fatto: "Le Soleil Rouge", "La Femme dans Rue", "il Carnevale di Arlecchino" e un'opera senza titolo che noi abbiamo nominato "La Scimmietta".

Abbiamo concluso questo percorso andando a vedere la mostra a Torino "Mirò. Sogno e Colore".


Lorenzo, Thomas, Alessandro

ALCUNE DELLE NOSTRE OPERE...










Lezioni di .... SOFTBALL

Il softball è un gioco di squadra che consiste nel colpire la palla con una mazza dopo che un componente della squadra avversaria l'ha lanciata. L'obiettivo è conquistare tutte le basi quindi, il battitore, dopo aver colpito la palla (e non è mica facile!) deve correre alla prima base senza farsi eliminare. La squadra avversaria può eliminare il giocatore afferrando la palla colpita prima che il battitore conquisti una base. Il battitore deve correre più veloce possibile, se riesce a non farsi eliminare e a conquistare tutte le basi fa un punto.
Credeteci è più facile giocare che spiegare le regole.
A scuola abbiamo fatto quattro lezioni di softball con l'istruttrice Giorgia, che gioca nella squadra di La Loggia. Lei è stata molto paziente con noi; era difficile colpire la palla con la mazza e alcuni di noi si arrabbiavano spesso perché proprio non riuscivano poi però ci siamo ricordati che l'importante è non scoraggiarsi mai!!!


Luca, Maria Rosa, Federico Sc