venerdì 25 maggio 2018

Hitball, uno sport fantastico


La nostra avventura è cominciata alla fine del mondo del mini basket. Il nostro allenatore non è cambiato, è sempre Marco, è però cambiato lo sport: hitball.
Durante la prima lezione Marco ci ha insegnato le zone del campo: la zona franca dove NON si può colpire la palla per mandarla dall'altra parte e fare Hit ma si può passare ad un compagno della propria squadra che si trova in un'altra zona, ad esempio quella di attacco (l'hit nella zona di attacco vale 2 punti).
Se ti torvi nella zona di attacco puoi sempre provare a fare hit tranne quando l'arbitro chiama la PALLA BRUCIATA; ci sono diversi casi:

  • bruciata linea quando si tira dalla zona franca
  • bruciata trattenuta quando tieni la palla ferma tra le mani
  • bruciata doppio tocco quando lo stesso bambino tocca la palla due volte di fila
  • bruciata quattro in difesa quando ci sono più di tre giocatori in difesa
  • bruciata piede quando si colpisce la palla con i piedi
La zona di difesa è al fondo del campo e ci sono massimo tre giocatori che possono parare i tiri degli avversari. Si può anche fare hit dalla difesa e vale 3 punti (per parare noi potevamo usare anche i piedi).

Durante le altre lezioni abbiamo imparato sempre cose nuove e nuove regole. Marco ci ha insegnato ad alzare la palla da terra senza fare "bruciata doppio tocco" o "bruciata trattenuta".
Durante la terza lezione abbiamo imparato una nuova "palla bruciata":

  • bruciata perdita di tempo quando si tiene la palla nel proprio campo per più di 5 secondi
Durante l'ultima lezione abbiamo fatto un mini torneo. Alcune squadre erano composte da 4 giocatori, altre da cinque. Le squadre dovevano avere dei nomi che riguardassero il cibo.

LA CLASSIFICA FINALE
  1.  Al primo posto con 8 punti: CILIEGIE FRESCHE
  2. Al secondo posto, pari merito con 6 punti: CETRIOLI e GLI ANTIZAVORRATORI
  3. Al quarto posto con 4 punti: DURI COME I MATTONI






Antonio, Sara

giovedì 17 maggio 2018

La nostra nuova LIM

Il giorno 27 aprile 2018, due tecnici ci hanno fatto spostare nell'aula di musica per fare la verifica di geografia perché dovevano montare nella nostra classe la LIM. Quando abbiamo finito la verifica siamo tornati nella nostra classe e abbiamo visto questo bellissimo nuovo oggetto in aula!!! Appena l'abbiamo vista eravamo felicissimi.
Le maestre hanno subito messo una nuova regola: "Non passare vicino alla LIM per andare alla cattedra ma fare il giro dietro ai banchi per evitare che si rovini subito". E' molto delicata e dobbiamo stare super attenti.
Quel giorno era l'ultimo giorno della maestra Chiara perché il sabato sarebbe andata a prendere il suo bimbo ad Haiti e sarebbe diventata mamma. Nel pomeriggio, dopo l'intervallo, per festeggiare un po' abbiamo provato questa bellissima LIM. E' stato divertente e molto interessante.

Mattia

Mummifichiamo un wurstel

Martedì 24 aprile insieme alle maestre Micaela e Giulia, durante l'ora di CLIL abbiamo mummificato un wurstel.
Per prima cosa abbiamo lavato il wurstel con il vino, poi abbiamo disegnato con un pennarello la faccia. Successivamente con una clips, facendo finta che fosse un coltello, gli abbiamo tagliato il fianco sinistro simulando di volergli togliere gli organi (intestino-fegato-stomaco-polmoni) per poi metterli nei vasi canopi. Sempre con la clips gli abbiamo fatto due buchi per simulare la rimozione del cervello con un uncino proprio come facevano gli egizi.
In seguito abbiamo scritto su un foglio la data dell'esperimento; ogni gruppo ha misurato la lunghezza  del suo wurstel, e con la carta igienica abbiamo misurato la circonferenza, gli abbiamo poi disegnato il cuore e infine abbiamo messo tutti e quattro i nostri wurstel nel natron, ovvero un mix di sale e bicarbonato con un pizzico di cannella per un settimana.




Si attende una settimana e si va a controllare se il natron ha asciugato i wurstel. Per controllare si riprendono tutte le misure.
Dopo aver aspettato un paio di settimane abbiamo visto che i nostri wurstel si sono mummificati!!!!! Erano diventati piccoli, duri e di colore marrone scuro. La maestra ci ha dato delle strisce di stoffa per avvolgere le nostre mummie. Mentre alcuni di noi disegnavano gli amuleti da mettere in mezzo alle bende e le maschere da porre sul viso, altri avvolgevano il wurstel mettendo all'interno i vari amuleti. Nel frattempo le maestre e un nostro compagno pitturavano di colore oro il sarcofago (che in realtà è la confezione della maionese!).
Un gruppo per volta ha messo il suo wurstel nel sarcofago facendogli il rito funebre.



Le mummie sono pronte per riposare nella loro tomba!







Matilde, Thomas, Sofia

giovedì 29 marzo 2018

I lavoretti di Pasqua


Per Pasqua abbiamo realizzato dei vasi che ricordano l'arrivo della primavera.
Per prima cosa abbiamo preso delle tempere colorate e abbiamo dipinto le immagini che erano già stampate sul vaso. Potevamo scegliere tra delle farfalle o una coccinella appoggiata su una foglia.

Una volta asciutti li abbiamo riempiti di sale grosso.
Abbiamo realizzato dei fiori con dei tovaglioli colorati gialli e arancioni; sotto i fiori abbiamo incollato con la colla a caldo una cannuccia verde per fare il gambo. In questo modo li abbiamo inseriti dentro il vaso.
Il risultato è venuto davvero bellissimo!


Matilde



Eruzione vulcanica a La Loggia

Qualche giorno fa abbiamo simulato l'eruzione di un vulcano in miniatura che la nostra compagna ha portato a scuola.
Gli ingredienti che abbiamo usato sono: bicarbonato, limone, colorante rosso e poi ovviamente il modellino del vulcano.
Per prima cosa abbiamo messo del colorante rosso in un bicchierino e gli abbiamo spremuto dentro un intero limone. Il bicarbonato è stato messo con un cucchiaino dentro i due crateri del vulcano.
Abbiamo fatto tutti insieme il conto alla rovescia per versare nei crateri anche il liquido rosso formato dal colorante e dal limone...
Appena il liquido è venuto a contatto con il bicarbonato...... IL VULCANO HA ERUTTATO ED E' STATO MOLTO BELLO!


Lorenzo, Sara, Antonio, Matteo G

martedì 20 marzo 2018

I nostri lavoretti per la FESTA DEL PAPA'

I GUFI-ORARI


I nostri 22 gufetti orari

Per la festa del papà abbiamo realizzato con della stoffa dei bellissimi gufetti disco orario.
Per prima cosa abbiamo disegnato la sagoma del gufetto sulla stoffa, poi l'abbiamo ritagliata e incollata su un cartoncino, in seguito abbiamo disegnato gli occhi e il becco.
Abbiamo usato diversi tipi di stoffa ad esempio: seta, pizzo, tessuto elastico e addirittura del tessuto peloso e morbido. Al centro degli occhi, per fare la pupilla, qualcuno ha usato un pennarello, altri dei pezzi di stoffa scura.
Abbiamo scelto un cuore come freccia che indica l'ora. La maestra Giulia ha assemblato tutto con un ferma campione, aggiungendo anche il disco orario.
Speriamo davvero che ai nostri papà piaccia.
Matilde



ANTONIO: "Io ho deciso di darlo sia al mio papà che al mio nonno perché per me è importante come il mio papà"

SIMONE: "Mio papà ha detto che è bellissimo e che sono stato molto bravo"

MARIA ROSA: "Mio papà ha detto che il gufetto gli assomigliava molto"

MATTIA: " Papà ha detto che è un pensiero molto carino"

FEDERICO: "Papà ha detto che non aveva ancora un disco orario e gli serviva!"

sabato 10 marzo 2018

La nostra ricerca sui Babilonesi


Nel 1790 A.C. un popolo nomade invase la Mesopotamia e scelse come capitale Babilonia, unendo tutto il territorio che era stato conquistato prima dagli altri popoli. Il capo del popolo nomade, Hammurabi, diventò l'unico sovrano. Decisero di chiamarsi Babilonesi perché presero il nome dalla loro capitale Babilonia.
Hammurabi creò il primo grande impero della storia.


LE PORTE DI ISHTAR 

Queste porte erano decorate con tori e draghi (questi ultimi rappresentano il dio Marduk). Le porte conducevano alla via sacra che era l più importante.
A destra della via principale si trovavano il palazzo del re Nabucodonosor che aveva un giardino pensile e la ZIQQURAT.



LA ZIQQURAT


I GIARDINI PENSILI
I giardini pensili furono una delle sette meraviglie del mondo antico ed anche una delle caratteristiche più celebri dell'antica città di Babilonia.
I giardini furono costruiti intorno al 600 A.C., per ordine del re Nabucodonosor, vicino alle rive del fiume Eufrate, a sud dell'attuale Baghdad. Si narra che il re li avesse fatti costruire per la giovane moglie Amiti, la quale soffriva di nostalgia, in modo da creare per lei un ambiente simile a quello del suo paese d'origine: le montagne della Persia. Furono costruiti dentro le mura della città, avevano una struttura a terrazze, l'ultima poteva trovarsi anche a 40 metri di altezza dal suolo. Si estendevano su una base di circa 3.500 metri quadri, ogni terrazza era sostenuta da colonne e pilastri per reggerne il peso. Le mura erano spesse 7 metri.


Di solito le terrazze erano cinque e all'ultimo piano si arrivava attraverso una scala. Le mura erano abbellite con dei disegni.
Nabucodonosor le fece decorare con alberi e piante di ogni specie, portate da tutte le parti del mondo. Nei giardini quasi sicuramente vi erano piante di fichi, melograni, mandorli, noci oltre a fiori e ninfee. La ricchezza vegetativa dei giardini dipendeva anche dall'efficace sistema di irrigazione che usava le acque del fiume Eufrate. Alla base dei giardini c'erano due grandi vasche che accoglievano l'acqua del fiume attraverso tubi sotterranei. C'erano due grandi ruote senza raggiera a cui erano fissati dei vasi d'argilla e che venivano attivate manualmente dagli schiavi; i recipienti, così, si riempivano d'acqua che lasciavano cadere in una vasca al piano superiore, dove avveniva lo stesso procedimento fino a raggiungere il livello più alto. Qui si trovava una cisterna da cui l'acqua poteva facilmente essere distribuita, attraverso tubature a caduta (ruscelli, cascate...), in tutta la superficie dei giardini, per irrigarli ma anche per abbellirli.


Giulia, Alessia